Abbiamo letto il testo della nuova proposta di legge regionale n. 165/09 sull’eolico.
Siamo convinti che si tratti di un grave passo all’indietro rispetto al testo della legge n. 15 del 21 maggio 2008 bocciata dalla Consulta e pensiamo che il pericolo che il territorio regionale possa diventare un paesaggio lunare non sia una prospettiva immaginaria, ma reale. Quando nel nostro piccolo Comune, Duronia, abbiamo vissuto la prospettiva della realizzazione di due cosiddetti parchi eolici, ci siamo costituiti come comitato ed abbiamo lottato con le forze che avevamo per far valere le ragioni della difesa del territorio dagli attacchi sconsiderati di lobbies economiche che atterrano in Molise unicamente per fare affari.
Purtroppo tanti sono quelli che abboccano a simili specchietti per le allodole o che scientemente li sostengono.
In un convegno tenuto a Duronia con gl’interventi di Giovanni Iannantuono e Mario Iannantuono abbiamo cercato di porre le basi per uno studio allargato sul tema dell’energia ed in parte ne riportiamo i risultati nella recente nostra pubblicazione dal titolo “Se si sveglia l’utopia…”.
Abbiamo letto l’appello allarmato del consigliere regionale Michele Petraroia ed ovviamente ne condividiamo le preoccupazioni. Come sempre siamo disposti ad assumerci tutte le nostre responsabilità di cittadini, ma crediamo che per affrontare il problema energetico in regione, soprattutto dopo la legge nazionale che addirittura ci riporta al nucleare, ci sia bisogno di una mobilitazione massiccia non solo per opporsi alla politica del governo nazionale e di quello regionale, ma per elaborare un’idea democratica positiva sulla produzione ed il consumo di energia.
Due anni fa abbiamo promosso alcune assemblee sul territorio per discutere della questione e farne partecipe l’opinione pubblica.
Oggi abbiamo bisogno anzitutto di impegnare gli abitanti della regione per bloccare la legge n. 165/09, magari con un’imminente manifestazione nel capoluogo regionale. Crediamo, poi, che la via migliore per portare avanti la discussione sul tema energetico sia quella di impegnare scienziati e tecnici presenti sul territorio del Molise, così come le forze politiche, le associazioni ambientaliste ed in generale i cittadini per elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare.
Sono due proposte concrete che lanciamo all’attenzione generale con la speranza che possano sbloccare la via verso la mobilitazione. Questo concretamente intendiamo quando parliamo del radicamento dei partiti sul territorio: affrontare i problemi di vita degli abitanti ed elaborare idee per la loro soluzione migliore.
Per quello che ci riguarda, ovviamente siamo disponibili all’impegno e sicuri che, se riusciamo a costruire rete, tanti saranno i Molisani pronti a lavorare per la comunità. Costruire sinergie per operare nel servizio agli altri è il compito della politica ed è quello che tutti abbiamo il dovere di fare, rinunciando a delegare agli altri scelte che devono invece essere sempre più allargate e condivise.
perché non volete l’eolico? se non ricordo male l’energia eolica è una delle più pulite che ci sia.
qual è l’alternativa?
Caro Alessandro,
non so come tu possa scrivere che non vogliamo l’eolico, perchè non è l’idea dalla quale muoviamo.
Ti invito a leggere sul mio ultimo volume “SE si sveglia l’utopia…”, come faccio già nel pezzo, gli assunti da cui il sottoscritto parte rispetto alla produzione ed al consumo di energia.
Quello che mi preme è che sull’energia tutto si decida con trasèarenza ed in modo democratico senza verticismi irrazionali.
Sarebbe bello se anche a Trivento, come altrove, se ne potesse parlare.
Un caro saluto
Umberto Berardo
Caro Umberto,
Leggo dal post
“… Quando nel nostro piccolo Comune, Duronia, abbiamo vissuto la prospettiva della realizzazione di due cosiddetti parchi eolici, ci siamo costituiti come comitato ed abbiamo lottato con le forze…”.
Ho cercato qualche informazione in rete e mi sembra di aver capito che questa legge vuole allineare la legge regionale sull’eolico a quella nazionale. Detta così, non sembra una notizia tragica, ma mi rendo conto che non ho conoscenza approfondita della materia.
In generale, sono d’accordo con te che qualsiasi decisione che impatta una comunità debba essere presa cercando di coinvolgere il più possibile la stessa comunità. Devo però dire che tendo a essere scettico verso le varie forme di opposizione all’eolico, che spesso fanno leva sull’impatto paesaggistico dei mulini, ma che tralasciano di confrontare tale impatto con quello molto più drammatico di altre forme energetiche.
Ci sono progetti in mezza Italia non approvati per ragioni analoghe e ho avuto l’impressione, dalle informazioni raccolte in rete, che anche questa volta ci stiamo muovendo su questa linea.
Buona giornata,
Alessandro
Caro Alessandro,
è difficile dialogare su un argomento così importante attraverso le poche righe di un mio comunicato; infatti avevo proprio per questo rimandato ad un saggio del mio ultimo volume, dove la trattazione sul tema è sicuramente più sistematica.
Alcune regione nel preparare piani sulle energie alternative si sono rivolte a società di consulenza molto specializzate; la nostra credo abbia consulenti inaffidabili.
Le fonti energetiche, in breve, devono servire al bene comune, possibilmente senza deturpare in modo definitivo il paesaggio,come purtroppo sta avvenendo in Molise.
A Duronia, caro Alessndro, abbiamo cercato di bloccare due progetti che avrebbero messo una ventina di torri eoliche enormi sulle due direttrici pricipali di accesso a paese, creando un impatto ambientale insostenibile.
Io penso che almeno il posizionamento delle torri stesse non può essere indiscriminato e non rispettare le nornmali attività umane, come ad esempio l’agricoltura.
In ogni caso, insisto sulla assoluta carenza di informazione e di dibattito su tale questione e sono molto preoccupato di chi continua ad accettare logiche di vertice in scelte che dovrebbero essere più partecipate e condivise.
Un cordiale saluto
Umberto Berardo